«Il portone del garage rientra nel bonus del 50%?» È una delle domande che mi fanno più spesso durante il sopralluogo, quasi sempre insieme a un'altra: «e se sbaglio il pagamento, perdo tutto?»
Le due risposte sono: spesso sì, rientra — e sì, un pagamento fatto male può farti perdere la detrazione. Ti spiego le regole vere, quelle dell'Agenzia delle Entrate, senza giri di parole.
Attenzione alle date. Il 50% vale per le spese sostenute nel 2025 e nel 2026, ma solo sulla prima casa. Dal 2027 l'aliquota scende. Se stai valutando un intervento importante, il fattore tempo conta più di quanto pensi.
Le aliquote nel 2026 (e cosa cambia dal 2027)
Ecco la tabella dell'Agenzia delle Entrate, aggiornata a febbraio 2026:
| Spese sostenute | Prima casa | Altri immobili |
|---|---|---|
| 2025 – 2026 | 50% | 36% |
| 2027 | 36% | 30% |
Il tetto di spesa è di 96.000 € per unità immobiliare, in entrambi i casi. Non è un importo che si rinnova ogni anno: è il massimo complessivo su cui puoi calcolare la detrazione per quell'immobile.
Il 50% però non spetta a chiunque: serve che l'intervento sia fatto sull'abitazione principale, e che chi sostiene la spesa ne sia proprietario o titolare di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi, superficie). Un inquilino, per intenderci, non accede al 50%: accede al 36% se rientra tra i soggetti che possono detrarre.
Cosa rientra davvero: porte, portoni, serrande
Qui sta il punto che interessa a chi mi chiama. La detrazione copre gli interventi di manutenzione straordinaria (art. 3, comma 1, lett. b del DPR 380/2001). La guida dell'Agenzia elenca esplicitamente:
- Sostituzione di infissi esterni e serramenti o persiane con serrande, senza modifica della tipologia di infisso → manutenzione ordinaria
- Sostituzione di infissi esterni e serramenti con modifica del materiale o della tipologia → manutenzione straordinaria
- Realizzazione di recinzioni, muri di cinta e cancellate
- Installazione di cancelli automatici e automazioni in genere
Quindi, in pratica:
| Intervento | Agevolabile? |
|---|---|
| Sostituzione del portone del garage (nuovo serramento al posto del vecchio) | Sì, manutenzione straordinaria |
| Sostituzione serranda avvolgibile (nuova serranda al posto della vecchia) | Sì |
| Motorizzazione di una porta o serranda esistente | Sì, rientra tra gli interventi su elementi di impianto |
| Riparazione di una molla rotta | No, è manutenzione ordinaria su singola unità |
| Sostituzione della porta di un capannone o di un locale commerciale | No, gli immobili produttivi e commerciali sono esclusi |
Una precisazione importante, che quasi nessuno dice: sulle singole unità immobiliari la manutenzione ordinaria non è agevolabile. La detrazione per la singola casa copre manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia. La manutenzione ordinaria è agevolata solo sulle parti comuni di un edificio residenziale.
Il caso del garage come pertinenza. Se il garage è pertinenza dell'abitazione principale, gli interventi rientrano nel bonus casa. La guida dell'Agenzia lo dice chiaramente: «Sono inclusi tra gli interventi agevolati quelli realizzati sulle pertinenze dell'unità immobiliare principale». Ma serve il vincolo di pertinenzialità, che deve risultare da un atto o dalla concessione edilizia — non basta che il garage sia «il tuo».
Le tre cose che fanno perdere la detrazione
Qui non c'è margine di interpretazione. Sbagliare uno di questi tre punti significa perdere l'agevolazione sull'intera spesa.
1. Pagare in contanti o con un bonifico normale
Serve il bonifico bancario o postale «parlante», quello predisposto per le ristrutturazioni. Deve contenere:
- la causale da cui risulti che il pagamento è per interventi di recupero del patrimonio edilizio agevolabili
- il codice fiscale del beneficiario della detrazione (che può essere diverso da chi ordina il bonifico)
- la partita IVA o codice fiscale del soggetto che riceve il pagamento
In banca o in posta il bonifico parlante fa scattare automaticamente la ritenuta d'acconto dell'8% a carico dell'impresa. È per questo che alcuni artigiani chiedono di pagare in altro modo: quella richiesta, oltre a essere irregolare, ti fa perdere la detrazione.
2. Non avere la fattura intestata correttamente
La fattura deve riportare i tuoi dati e la descrizione dei lavori. Se siete in due comproprietari e la fattura è intestata a uno solo, la detrazione spetta anche all'altro solo se nella fattura è annotata la percentuale di spesa sostenuta dal secondo.
3. Perdere traccia dei documenti
Da conservare: fatture, ricevute dei bonifici, e — se l'intervento ha richiesto un titolo abilitativo (CILA, SCIA, permesso di costruire) — anche quello. Dal 2022, per i lavori sopra 70.000 € avviati dopo il 28 maggio 2022, serve inoltre che nell'atto di affidamento risulti che l'impresa applica i contratti collettivi del settore edile.
L'IVA al 10%: il vantaggio che spesso si dimentica
Sul costo della manodopera per questi interventi l'IVA è al 10% invece che al 22%. È un risparmio immediato, indipendente dalla detrazione, e si somma ad essa.
C'è però un limite che conviene conoscere: sui beni significativi — e gli infissi esterni e interni sono nella lista del decreto 29 dicembre 1999 — l'aliquota agevolata si applica solo fino a concorrenza del valore della manodopera. Sulla parte di bene che eccede, si paga il 22%. Se vuoi capire come questo si riflette sul tuo preventivo, è una delle cose che verifichiamo prima di emettere la fattura.
Cosa serve, in pratica, per non sbagliare
- Verifica il titolo — sei proprietario o titolare di diritto reale? È la tua abitazione principale?
- Verifica la pertinenza — il garage risulta pertinenza dell'abitazione da un atto?
- Fai il bonifico parlante — mai contanti, mai bonifico ordinario.
- Conserva tutto — fatture, bonifici, titolo abilitativo se richiesto.
- Dichiara i dati catastali — nella dichiarazione dei redditi, insieme agli estremi dell'atto se sei detentore.
Una nota onesta. Questa guida riassume le regole dell'Agenzia delle Entrate aggiornate a febbraio 2026. Non sostituisce il parere del tuo commercialista: la tua situazione specifica — reddito, tipo di diritto sull'immobile, presenza di altri immobili — può cambiare l'esito. Il mio consiglio è sempre lo stesso: chiedi a chi ti segue la dichiarazione prima di firmare il preventivo, non dopo aver pagato.
Domande frequenti
Il portone del garage rientra nel bonus 50%?
Sì, se il garage è pertinenza dell'abitazione principale e l'intervento consiste nella sostituzione del serramento (manutenzione straordinaria). Serve il vincolo di pertinenzialità risultante da un atto.
E se il garage è di un'altra casa, non della prima?
In quel caso l'aliquota è il 36%, non il 50%, perché l'immobile non è abitazione principale. Il limite di spesa resta 96.000 €.
Ho solo cambiato la molla rotta: posso detrarre?
No. La riparazione di un componente è manutenzione ordinaria, e sulle singole unità immobiliari la manutenzione ordinaria non è agevolabile.
Devo mandare qualcosa all'ENEA?
Solo se l'intervento comporta risparmio energetico o uso di fonti rinnovabili. La sostituzione di un portone non isolato termicamente, di norma, non rientra tra questi casi.
Posso rateizzare la detrazione?
La detrazione si recupera in 10 quote annuali di pari importo dall'IRPEF. Non è un rimborso: riduce l'imposta dovuta, quindi serve avere capienza fiscale.
Il 50% vale anche nel 2027?
No. Dal 2027 l'aliquota sulla prima casa scende al 36% e sugli altri immobili al 30%. Se l'intervento è programmabile, anticiparlo al 2026 conviene.
Vuoi sapere se il tuo intervento rientra?
Durante il sopralluogo verifichiamo il tipo di serramento, lo stato del vano e ti diciamo se l'intervento è classificabile come manutenzione straordinaria. Il preventivo è scritto e distingue fornitura, posa e oneri.